Pasqua nel Centro storico

I riti solenni della Settimana Santa iniziano al Pantheon con la Domenica delle Palme. All’esterno della Basilica, nel Pronao, alle ore 10,30 si commemora l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, si benedicono i rami d’ulivo e si entra in processione in Basilica, dove viene celebrata la S. Messa della Passione del Signore.

Dal 2019 tutte le celebrazioni del Triduo sono celebrate a Roma solo nelle chiese sedi di Parrocchia.

Giovedì Santo la S. Messa “in coena Domini” viene celebrata pertanto nella vicina Parrocchia territoriale di S. Maria in Aquiro (ma anche in tutte le altre chiese parrocchiali del Centro, come S. Salvatore in Lauro o S. Vitale a Via Nazionale); Gesù si fa servo, lava i piedi degli Apostoli e offre la sua vita, diventando cibo e bevanda di salvezza. Al termine della celebrazione, il Sacramento eucaristico viene portato all’Altare della Reposizione, dove sarà conservato per la comunione del giorno successivo. Si potrà poi rimanere in adorazione silenziosa, prolungando la preghiera in altre chiese come nella tradizione romana.

Venerdì Santo  nel pomeriggio viene celebrata la più suggestiva delle funzioni del Triduo pasquale. In assoluto silenzio si ascolta la Parola di Dio che prepara alla contemplazione della Passione di Gesù, come viene narrata da Giovanni. Dopo la preghiera solenne dei fedeli, si scopre e si adora la Croce del Signore, albero della salvezza, e si consuma il Pane eucaristico conservato dalla sera precedente. Anche questa celebrazione avviene soltanto nelle chiese parrocchiali (come S. Croce in Gerusalemme).

Sabato Santo è giorno di silenzio della liturgia e della preghiera personale. In serata, nella solenne Veglia della Pasqua, viene benedetto il fuoco nuovo con cui si accende il Cero pasquale e si canta l’ “Exsultet“, il canto della vittoria della Luce sulle tenebre, dell’esultanza e della gioia della salvezza. Si ascoltano varie letture che ripercorrono gli eventi più significativi della storia della salvezza. Si annunzia infine la Pasqua del Signore Gesù: è risorto! Non può essere cercato tra i  morti Colui che è vivo. Si benedice l’acqua che ricorda il Battesimo e ogni fedele, liberato dal peccato e rigenerato dalla grazia, si comunica al Corpo e al Sangue del Risorto. Anche questa celebrazione avviene soltanto nelle chiese parrocchiali (come S. Giacomo in Augusta o S. Lorenzo in Lucina).

Domenica di Pasqua alle ore 10,30 al Pantheon si celebra con grande solennità la S. Messa della Pasqua. Alla Vittima pasquale si innalza il sacrificio della lode.

Venerdì dopo Pasqua alle ore 17,00 viene celebrata al Pantheon, preceduta dal canto delle litanie di tutti i Santi, la S. Messa della “Stazione pasquale”. Si sta in guardia per il grande combattimento della fede che realizza ogni giorno il Regno di Dio.

Nel periodo di Pasqua, il 13 maggio, cade la festa della Dedicazione della Basilica del Pantheon. Alle ore 17,00 viene celebrata dal Capitolo dei Canonici la S. Messa nell’anniversario di quanto successe il 13 maggio 609, quando il Papa S. Bonifacio IV consacrò al culto cristiano l’antico tempio pagano del Pantheon, che aveva ricevuto dall’Imperatore Foca. Festeggiare l’anniversario della Dedicazione significa però festeggiare la Chiesa fatta da pietre vive, che senza interruzione di giorni testimonia la sua fede nel tempo, fino alla seconda venuta del Signore, che giudicherà ogni cosa riconsegnando quanto è stato creato al Padre. Per questo motivo la stessa data del 13 maggio (2018) è stata scelta anche per la dedicazione del nuovo altare in bronzo rivolto al popolo. Al di là del susseguirsi delle generazioni, perenne è il culto e l’adorazione di Dio in Cristo e nello Spirito.

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